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lunedì 26 maggio 2014

checkout # White Spirit



Ho deciso di dare questo tributo (per quel che vale) a (in ordine alfabetico) Cristian, Icio e Tommi dopo la loro primaverile discesa dalla Nord del Gran Vernel.
Un tributo nel senso che sulle riviste si fa un gran parlare di discese ripide e l'attenzione spesso è focalizzata sul Massiccio Del Monte Bianco o su quello del Monte Rosa, o sulla zona del Gran Paradiso, come se solo là ci fossero delle grandi discese o dei gran sciatori di ripido ( dico questo senza alcuna polemica)... In parte è vero, ne ho ben presente alcuni esempi, per cui provo un devoto rispetto.
Ma anche qui nelle Alpi Orientali e in Dolomiti (occidentali e orientali) ci sono persone che praticano sci ripido ad altissimo livello, con dedizione,costanza, sciatori "hardcore" come mi piace definirli, che vivono un po' nell'ombra, a cui i riflettori non piacciono molto, gente molto umile, abituata quasi a nascondere le proprie opere quasi in un senso di pudore. Sono tanti questi sciatori del nord est che hanno praticato lo sci ripido dagli anni settanta a oggi persone unite dalla passione e provenienti dai posti più variegati, dalla montagna al mare alla pianura . Non stò a citare esempi o nomi perchè sicuramente farei torto a qualcuno sia nel menzionarlo che nel non menzionarlo, per cui il silenzio in questo caso è dovuto...Ma sicuramente di gente che fa sul serio da queste parti ce n'è molta in qualsiasi angolo di montagna, ripetendo gran classiche dello sci ripido o compiendo prime discese di tutto rispetto.
Ho conosciuto Cristian, Icio e Tommi l'anno scorso e la scoperta di questi tre ragazzi è stata più che piacevole, due sciatori e uno snowboarder che uniscono lavoro e passione...una gran passione per la montagna.
Quest' anno tutti e tre compiono " La Discesa", dopo che Cristian alcuni anni fa l'aveva fatta in solitaria.
Prima discesa in snowboard di icio.
Cristian e Tommaso salgono dalla normale arrampicando con sci sulle spalle e scarponi nei piedi e partono direttamente con gli sci dalla cima e quindi dalla cresta. 
Loro sono tre di un piccolo gruppo che ha sciato questa parete, di questo misterioso gruppo ben poco si sà. Ma in fondo è bello così perchè rende ancora più affascinante la passione di sciare in montagna.
Se volete saperne di più su questi tre

Domande

1) Presenta i tuoi due compagni con una parola
2) cosa significa per te la parola freeride
3) cosa è il progetto white spirit
4) cosa è la nord del Gran Vernel e che cosa significa per te
5) cosa hai pensato là in cima
6) il tuo rapporto con la paura e il ripido
7) mandami una tua foto significativa mentre scii/snowboardi
8) una parola per definire la montagna d'inverno
9) a me non piacciono le categorie e sarebbe riduttivo definirti un freerider, come riduttivo uno scialpinista..dammi una definizione di te stesso come sciatore/snowboarders
10) raccontami la salita e la discesa della Nord del Gran Vernel...in poche parole..aggiungi una foto


Risposte

Cristian

1) Icio è un entusiasta;mentre Tommy lo potrei definire con la parola stile...
2) a me la parola freeride non piace tanto...preferisco dire fuori pista perchè è quello che ho sempre fatto fin da bambino e non è cambiato proprio niente "tranne l'atrezzatura" . Per me il freeride è praticamente tutto quello che si può fare al di fuori dalle piste battute..dalle discese in super powder a quelle su crostone dal ripido alla più tranquilla val mezdi..l'importante è sempre divertirsi :) 
3) il progetto ws nasce l'anno scorso e è partito con l'idea di riuscire a mettere a disposizione dei "turisti o i non local" le nostre conoscenze sia come local che come guide alpine..poi sinceramente in questo momento siamo un attimo "pigri"nel senso che sciamo tanto e aggiorniamo poco il sito! ;) 
4)Beh la nord del Vernel è un mito! Sono 1600 metri di parete che a vederli in estate sembrano insciabili poi quando arriva l'inverno pian piano si disegnano delle linee tutte coperte da neve!  Bellissimo 
5)Mah in cima ho solo pensato:
Adesso concentrato non è il momento di fare cazzate..su sono arrivato adesso tocca scendere, possibilmente bene .
6) x me il ripido è quasi una "sfida" con me stesso mi piace capire-vedere fino dove riesco a stare tranquillo con gli sci ai piedi..poi, c'è poco da fare, la sensazione che ti dà il vuoto attorno e fantastica.
7)


8) mutevole ..nel senso che è difficile trovare una discesa nelle stesse condizioni x due volte non ti annoi mai 
9)mah io mi definirei soltanto come sciatore!  Alla fine è quello che mi piace fare...
10) questa volta mi sono proprio divertito! Con Tommy abbiamo deciso di fare la "traversata"salire dalla normale e scendere da nord... è stato molto divertente vedere la faccia di Tommy quando siamo arrivati in cima e ha visto quello che io chiamo il baratro ,la partenza della discesa...io sapevo cosa mi aspettava ma lui no!  Poi abbiamo iniziato a sciare la crestina in un'esposizione straordinaria..non difficile ma molto mentale..   fatto il primo pezzettino ripido ci siamo solo divertirti a sciare con tante pause a ammirare l'ambiente che offre questa parete!  


Icio

1)  Amici!!
2)  gioia assoluta
3) White Spirit!!! per me è un gruppo di amici che con questo proggetto vuol esprimere la nostra passione per la montagna.
4) Ahhhh qui si diventa seri,La MONTAGNA della Val di Fassa,guardandola dal basso la vedo come una piccola montagna himalayana. Un sogno la gioia e il momento più bello della mia vita da snowboarder!!!
5) Ci sono ci sono ci sono,e poi guardandomi attorno ho pensato cavolo che figata la vista che c'è da quassù non c'è un altro posto dove si vede la Val di Fassa come si vede da qua Fantastico.
6) il rapporto con la paura è buono diciamo che sono consapevole che non si può sbagliare sul ripido,la paura non mi ha mai bloccato ma mi tiene solo concentrato al punto giusto.Il ripido è adrenalina pura quando parto sono quasi in trans per la concentrazione ma mentre mi muovo mi sale una gasa incredibile!!!!
7) 


8)  funpark
9) NON so proprio come definirmi,per me sono uno snowboarder qualunque che ama scalare..
10) La salita è stata una bella cavalcata,viste le condizioni neve sono salito abbastanza veloce. La goulotte non era formata e quindi ho fatto un pò di dry tooling,sopra sono andato liscio salendo ho controllato le condizioni neve,una volta in cima ho riposato 20 min.
e poi via.Nella la prima parte quella più esposta e ripida c'era poca neve quindi sono sceso con super attenzione e derapando un pò,raggiunto il punto dove c'era più neve ho cominciato a far curve e a godere di brutto,dopo 200m raggiungo un altra parte molto ripida,questa girata a ovest la neve è dura dura senza cincischiare troppo continuo la mia discesa,"curve saltate e un pò di derapate,con grande gioia arrivo nella parte più facile e da qui via a manetta fino alla goulotte dove ho tolto la tavola arrampicato un pezzetto in discesa e poi una piccola doppia,e dopo questa giù fino alla cava di pian trevisan.Arrivato in fondo l'adrenalina si è trasformata in gioia e lì ho cominciato a far salti di gioia non ci potevo credere. la prima in snowboard del vernel era mia fuck yeah!!!!!



Tommi

1)sognatori
2)E’ espressione di creatività, ognuno ha la sua, ognuno interpreta un pendio come meglio crede e come più si diverte in base alle condizioni di neve, alla pendenza…  Al tempo stesso è la fortuna di essere in un ambiente unico, circondato da montagne e panorami mozzafiato.
3)Viaggi, sensibilizzazione, feste, camp… il tutto nato dalla passione di tre amici per la neve, il fuoripista e le montagne. Riuscire ad unire la nostra passione con il lavoro ci sembrava e ci sembra ancora, la cosa più bella del modo, da privilegiati!
4)E’ la montagna di casa, la vedo tutti i giorni e anche se è snobbata da tanti per la vicinanza alla Marmolada, è stupenda, imponente  e al tempo stesso severa.La nord quando si veste di bianco è spettacolare, fa pensare ad alcuni pendii sul Monte Bianco o in Alaska. Troppo invitante da non farti venire voglia di sciarla. 
5)La prima cosa che ho pensato in cima è stata “da dove si scende ora!?” …poi ho pensato a Tone Valeruz che è sceso da qua nel ’73, un visionario.
6)Mi attrae, mi piace la componente psicologica e la concentrazione necessaria per affrontare una discesa ripida, dove la sola tecnica sciistica non basta. In più le linee più belle, quelle che vedo e voglio assolutamente sciare, sono spesso ripide ed esposte… Per me il momento della paura e dei dubbi c’è sempre la sera prima, durante i preparativi. Appena metto gli sci tutto si trasforma in concentrazione e determinazione.
7)
8)Ammaliante
9)Non c’è una definizione, come tanti ricerco la bellezza e l’armonia del gesto ma finisco per accontentarmi di essere efficace. Adoro sciare, che sia fuoripista, in pista o con le pelli. Il mio piccolo sogno sarebbe quello di girarmi alla fine di una discesa, guardare le mie tracce sul pendio e vederle perfette! 
10)Una bellissima avventura nata quasi per caso e che ripeterei subito. La salita da est si è dimostrata più impegnativa di ciò che immaginavo tra sci, ghiaccio e roccia molto dolomitica! La cresta, calzati gli sci, mozzafiato e la parete nord semplicemente perfetta.





lunedì 14 maggio 2012

skier checkout # 4: Roberto Cosentino

Conosco Roberto da più di 20 anni dai tempi in cui da ragazzini cominciavamo con le prime avventure in montagna con l' alpinismo giovanile del CAI. A mio modo di vedere due parole associo alla sua figura, umiltà e tranqullità, due doti molto importanti che fanno un alpinista "grande".
Roberto incarna la figura dello sci ripido/estremo, un percorso il suo che traccia un legame tra i grandi sciatori estremi degli anni '80 e il freeski di oggi. Roberto è un alpinista prima di tutto che ama scendere con gli sci dove gli altri amano salire con le picozze. Una passione questa che l'ha portato anche in sud America e in Nepal portando a casa una grande esperienza di montagna "alta"e dei grandi orizzonti per la mente.
Il suo percorso è stato fermato da dei grossi problemi alle cartilagini delle ginocchia, è questa intervista forse gli ha fatto tornare in mente ricordi troppo grandi difficili da gestire . Ma al suo fianco c'è oggi una magnifica sposa e uno splendido bambino.
Poi ho nel cuore che il prossimo inverno con Roberto se Dio vuole si possa fare qualche bella dicesa assieme, sarebbe un gran regalo per lui e sopratutto per me, Roberto ha ancora molto da dare....namastè.

Discesa dal Tocclaraju, 6032mt, Cordillera Blanca, Perù

Marco Ferrari alla partenza del canale Innerkofler.

Parete Sud-Ovest Artesonraju 6025mt - Cordillera Blanca - Perù
quanti anni hai : 40

dove abiti : Rovereto

da quanti anni scii: da quando ho memoria…

per quale motivo scii: è l’attività che mi regala le emozioni più belle

dove scii: dovunque ci sia neve

i tuoi spot preferiti:
non ne ho di preferiti, ma se vogliamo restare vicino a Rovereto, le Piccole Dolomiti sono un luogo splendido

la/e persona/e di riferimento nella tua vita ( sei da poco diventato papà è quindi una domanda scontata):
già, le persone che mi sono vicino.

cosa significa per te vivere la montagna d’inverno:
la neve la rende più bella e, dal mio punto di vista, si amplia il terreno su cui muoversi, ci sono più possibilità di improvvisare nuovi itinerari, sia in salita che in discesa.

ti dico solo dei numeri cosa significano per te...8000:
un terreno di “gioco” dove, per la mia esperienza, senza doping (ossigeno e farmaci) o aiuti esterni (anche semplicemente una traccia battuta da altri fa la differenza), sono in pochi ad essere in grado di portare a casa risultati sportivi veri. Anche se fossi tra questi continuerei a preferire montagne più basse dove poter realizzare progetti tecnicamente più impegnativi, per me più interessanti e di soddisfazione, e che richiedono meno tempo.

sciare in montagna può essere talvolta pericoloso come vivi questa cosa:
è un aspetto che si deve accettare, ovviamente faccio tutto per ridurre i rischi e per essere preparato ad affrontarli. Tecnicamente ci sarebbero centinaia di sciatori in grado di sciare su pendenze estreme ma solo pochi accettano i rischi che ciò comporta… Io li accetto perché quel che ricevo dalla montagna è per me estremamente gratificante!

che significato dai alla parola freeride:
mah, se andiamo a valutare l’attrezzatura che il mercato propone per il freeride ci si può fare un’idea a che tipo di sciata e di terreno si riferisce, ma poi, ognuno è diverso con pensieri e gusti propri. Per me significa semplicemente sciare fuori pista, e se ci ricordiamo che lo sci è nato fuori pista, non c’è nulla di nuovo…

del tuo essere skier, quale di queste componenti senti predominare in te ,  freeskier , alpinista ,  freestiler , steeper:
Mi considero sci-alpinista/sciatore estremo. Alpinista quanto basta per salire le pareti che voglio sciare, sciatore estremo perché, attratto dal ripido, scio dove non è consentito sbagliare.

quanto l’essere skier condiziona la tua vita e le tue scelte:
moltissimo in passato, oggi, avendo dovuto per forza ridimensionare al minimo l’attività, molto meno.

di solito c’è una discesa che si ricorda più di altre, rimangono dentro di noi i colori e le sensazioni, raccontacela:
la parete Sud-Ovest dell’Artesonraju, un bellissimo seimila in Perù, che per quanto ne so potrebbe essere una prima (meglio usare il condizionale, c’è tanta gente che realizza molte cose senza sbandierarle…). Valeruz mi ha spiegato di essere sceso lungo lo spigolo tra la sud-est e la sud-ovest, io invece ho sciato in piena parete in mezzo ai seracchi. (per capirci, la salita è valutata TD+)
E’ stato fantastico perché dal campo, studiandola col binocolo, avevo valutato impossibile il primo tratto in cima e quindi sono salito per la sud-est. Poi però, una volta su, affacciatomi sullo spigolo mi sono reso conto che era fattibile e quindi non ci ho pensato due volte… E’ stata una discesa molto ripida, oltre i 55 gradi e impegnativa per via di una neve estremamente mutevole, difficile da leggere, e per il fatto di non conoscere la parete non avendola salita. Non potevo sapere esattamente dove passare per superare i seracchi, sono andato ad intuito e mi è andata bene! Poi, ricorderò sempre quelle due ore trascorse in cima, con un clima splendido ed un panorama ineguagliabile..

raccontaci di quella volta che dentro di te hai pensato, ”ma perchè non sono tornato indietro”:
quando mentre stavamo raggiungendo la base della via Pirovano (la Est-NordEst del Grande Cono di Ghiaccio), aspettando Stefano dietro ad una crestina, lo sentii urlare…mi precipitai da lui ma non potei più far niente per lui…

cosa significa per te tracciare delle nuove linee:
parlando di discese estreme, è la massima soddisfazione. Sapere di aver sceso una linea che nessuno ha mai pensato di poter scendere o non ha avuto l’arditezza di farlo, lo ammetto, riempie di orgoglio. Alle volte si tratta anche di fantasia e intuizione per individuare una discesa, e in un certo senso si può considerare esplorazione, l’esplorazione è emozionante!

quanta preparazione è necessaria per compiere una prima discesa :
io tendo a non improvvisare sulla preparazione, prima di sciare “dove non si può sbagliare” devo sentirmi perfettamente e per arrivare a questa condizione bisogna sciare moltissimo sul ripido. Poi, che sia una prima o no cambia poco.

l’affrontare una classica del ripido la consideri più una vittoria personale o più un omaggio a chi la discesa per primo:
se è una classica vuol dire che è anche bella e spesso in condizioni, e quindi è da fare… Poi, c’è il bello di collezionare le discese, come per chi arrampica, le vie. Possono considerarsi delle tappe personali… Alla base di tutto resta però il piacere di stare in ambiente e conoscere montagne e posti nuovi.


cosa secondo te è cambiato nello sci negli ultimi 10 anni:
per quanto riguarda i materiali, gli sci si sono allargati, per lo sci estremo un po’ più larghi vanno anche meglio dei classici 70mm al centro, ma senza eccedere; le sciancrature esasperate, secondo me inutili in neve fresca, e per niente funzionali sul ripido, dopo qualche anno si sono ridotte.
Le condizioni delle pareti nord hanno subìto grandi trasformazioni, il ghiaccio si sta ridimensionando e lasciando il posto a roccette o detriti, le pale ghiacciate sono talvolta diventate canali e quindi non si aspetta più la tarda primavera/inizio estate per sciarle con il firn (che si trova per periodi sempre più brevi), le si affronta in primavera con neve fresca e più abbondante.
Mi sembra ci sia più gente che si approccia al ripido e le ripetizioni delle classiche aumentano.

pensi di aver contribuito in qualche modo a questo cambiamento?:
beh, raccontando di aver sceso questa o quella parete ho sicuramente solleticato l’idea a qualcun altro di fare altrettanto… Nulla più di questo.

La tua figura di riferimento nello sci:
non ne ho una in particolare

Cosa ti passa per la testa prima di chiudere gli attacchi, sei li e sai che non si deve sbagliare, fai un bel respiro e vai:
c’è un breve attimo di tensione ma prevale la determinazione e poi penso ”ora comincia il bello!” entro in uno stato di profonda concentrazione. Scendendo, ogni curva la penso e la vivo mentalmente prima di effettuarla, cerco la massima coordinazione muscolare.


il tuo ultimo viaggio con gli sci o senza:
è troppo distante nel tempo, mi piange il cuore ricordarlo…

Cosa pensi degli sci fat,  e sopratutto del rocker:
I primi sono ottimi in neve fresca e su crosta con superficie irregolare, da non usare nel ripido estremo, stare sulle lamine diventa faticoso e invertire con tutta quella massa è macchinoso; il rocker è divertente in neve fonda, un grande aiuto al galleggiamento e all’entrata in curva, stanca molto meno dello sci tradizionale. Il ripido neanche pensarlo…

Di solito una o più discese entrano nella testa dapprima come idee poi come sogni quasi ossessionanti, alla fine quando le hai compiute sei felice ma rimani quasi svuotato perchè hai bisogno di un nuovo obbiettivo, raccontaci una discesa di queste:
la prima alla via Pirovano del Grande Cono di Ghiaccio (gruppo dell’Ortles) che ho menzionato prima, ha richiesto più tentativi per trovarla in condizioni ed in uno di questi ho vissuto il dramma della perdita di un amico. Credo fosse anche l’obiettivo di Mauro Rumez quando ha perso la vita, lui era andato lì di settembre, noi fummo i primi nella primavera successiva a raggiungere il bivacco Pelliccioli e trovammo le sue cose…

gli amici con cui  ti piace sciare:
mi piace sciare…

ti piace andare in montagna da solo?:
sì, ma  in genere preferisco condividere le esperienze con qualcuno.

raccontaci una storia della tu vita da skier:
una volta abbiamo condiviso una discesa con…un cane! Ci ha seguiti lungo il canale Innerkofler nel gruppo del Sassolungo, lui si è fermato quando la pendenza è andata oltre i 50 gradi ed è rimasto lì, non aveva il coraggio di scendere. Lo abbiamo letteralmente trascinato giù, non voleva muoversi e quindi lo prendevamo di peso e lo scaraventavamo a valle. Ruzzolava per 15/20 metri e via così, senza lamentarsi o rivoltarsi contro(era anche piuttosto grosso…). Probabilmente si rendeva conto che lo stavamo aiutando!

se ce li hai e se vuoi mettici i tuoi sponsor:



giovedì 2 febbraio 2012

skier checkout # 3 : Hermann Crepaz

Passiamo in Trentino, in una zona splendida delle dolomiti, le Pale di San Martino, questa volta si racconta Hermann dei "Crepaz". Questa è una famiglia di sciatori, il Papà grande appassionato di sci fuori pista e montagna ha trasmesso questo amore ai figli Hermann e Maura.
Hermann ha portato molto avanti la sua passione fino a compiere discese ripide di tutto rispetto da est a ovest, un degno seguace di suo padre e di Diego Dalla Rosa"



quanti anni hai : 34 (troppi!!!)

dove abiti : A Primiero, ai piedi delle Pale di San Martino

da quanti anni scii: Circa 30

per quale motivo scii: All’inizio perché mi ci hanno messo i piedi sopra i miei genitori!!!! Adesso perché é la cosa che più mi diverte!!

dove scii: Generalmente in Dolomiti, ogni tanto tento di sconfinare altrove, ma ultimamente sempre di meno

i tuoi spot preferiti: Sicuramente le Pale di San Martino, ovviamente mi sento a casa…

La/e persona/e di riferimento nella tua vita: Onestamente non ne ho

cosa significa per te vivere la montagna d’inverno: Beh, vivere la montagna…. Io penso di vivere in montagna, nel senso che sono comodo a raggiungerla!!! D’estate o d’inverno non fa differenza, se fosse sempre inverno penso che dopo il primo anno mi stuferei ;-)

sciare in montagna può essere talvolta pericoloso come vivi questa cosa: E’ il lato stimolante del gioco, devi accettare l’eventualità che ti possa succedere qualcosa. La cosa non mi pesa, altrimenti me ne starei calmo nelle piste battute. Io scio e vado in montagna perché mi diverto e sto bene, se una di queste caratteristiche venisse a mancare perché “troppo pericoloso” non ci andrei più!!!

che significato dai alla parola freeride: Invenzione poco utile dell’ultimo decennio, parola che fa girare molti soldi, non identifica sicuramente lo sci in montagna. Ovviamente ha dei lati vantaggiosi, come per esempio l’evoluzione dei materiali, ma altri svantaggiosi, vedi il maggior numero di fruitori, molte volte con conoscenze non ancora adeguate…. Fine della polemica!!!

del tuo essere skier, quale di queste componenti senti predominare in te ,  freeskier , alpinista ,  freestiler , steeper:Siccome non sono solo sciatore, poiché per quanto mi sia possibile cerco di fare anche altre attività in montagna, posso dire di sentirmi un po’ alpinista.

quanto l’essere skier condiziona la tua vita e le tue scelte: Sarebbe bello che le scelte fossero condizionate dall’essere skier ma fino ad ora non è mai successo, le scelte della mia vita, passate ed attuali, sono sempre state dettate da altri fattori.

di solito c’è una discesa che si ricorda più di altre, rimangono dentro di noi i colori e le sensazioni, raccontacela: Molte discese ti lasciano bei ricordi, così su due piedi ti direi la Valscura del Sassongher in Val Badia non per la discesa in se ma per le condizioni che ho trovato. Fatta in un giorno sotto una bufera di neve, non si vedeva neppure l’ingresso del canale, eravamo in due, abbiamo battuto traccia con la neve fino alla pancia per tutta la salita, poi arrivati li ci siamo trovati il canale con 60 cm di polvere della migliore qualità tutta per noi, senza dover dividerla con nessuno. Fantastico…

raccontaci di quella volta che dentro di te hai pensato, ”ma perchè non sono tornato indietro”:
Semmai o pensato “perché non me ne sono rimasto a casa sul divano!!!!”, è successo raramente, la prima che mi viene in mente è mentre stavo scendendo dal Vallone di Antermoia in Marmolada, nell’ultimo tratto la neve non stava su da nessuna parte. Si passava da un alberello all’altro!!

cosa significa per te tracciare delle nuove linee:
Non ne ho tracciate tante (anzi abbiamo, non ero mai da solo),non si è mai sicuri di fare una prima, forse 3/4 che possono essere chiamate “prime discese documentate”, non ho mai provato nulla in particolare, più soddisfazione senza ombra di dubbio, ma derivata dal fatto che hai guardato una linea che ti piaceva, e l’hai scesa senza aver notizie a riguardo. Il bello dello sci in montagna è che uno può scendere una linea, non dirlo a nessuno, due folate di vento, 20 cm di neve, magari passa un po’ di tempo, forse anni, e le tracce non ci sono più. Quello che scende per secondo ha la possibilità di provare le stesse emozioni del primo. Non è come una via alpinistica, dal momento che trovi la traccia di passaggio, sai già di non essere il primo. Il bello dello sci e che le tue linee, quelle che hai scelto, hai la possibilità di affrontarle come fosse una prima discesa. Ovviamente non puoi pretendere di farlo sull’Holzer al Sass Pordoi!!!!!

quanta preparazione è necessaria per compiere una prima discesa: Nessuna in particolare, fantasia, spirito di osservazione ed esplorazione, ma soprattutto tanta e tanta pazienza.

l’affrontare una classica del ripido la consideri più una vittoria personale o più un omaggio a chi la discesa per primo: Ne l’uno ne l’altro, quando decido di fare una classica ripida non la scelgo in funzione di chi la scesa per primo, ma soprattutto ha importanza la montagna su cui si trova e l’estetica della discesa, per farti un esempio mi piacerebbe salire sul Monte Bianco e scendere lo Sperone della Brenva, la prima mi sembra l’abbia fatta Heini Holzer, ma se fosse De Benedetti o Vallencant non cambierebbe nulla!!!

cosa secondo te è cambiato nello sci negli ultimi 10 anni: Sicuramente media e web hanno spinto molto sulle nuove tendenze, comportando un aumento considerevole dei praticanti con conseguente aumento del livello tecnico, e non di poco, soprattutto nei ragazzi giovani. Una volta era più facile tracciare, ora anche qui da noi dopo una nevicata fai fatica ad essere il primo!! Mi piacerebbe pensare che sia solo una moda e che fra qualche anno si ritorna 10 anni indietro!!!

pensi di aver contribuito in qualche modo a questo cambiamento?: Assolutamente no!!!

La tua figura di riferimento nello sci: Non ne ho uno in particolare, potrei dirti per il modo in cui scia Kent Kreitler. Ho sempre avuto interesse per la figura di Stefano De Benedetti. Un riferimento sicuro per lo sci in Dolomiti e soprattutto sulle montagne di casa però è Diego Dalla Rosa, ha fatto delle bellissime realizzazioni, senza pubblicizzare nulla, inoltre alla soglia dei sessant’anni ha ancora gli stessi stimoli di un vent’enne!!!

Cosa ti passa per la testa prima di chiudere gli attacchi, sei li e sai che non si deve sbagliare, fai un bel respiro e vai: Non ci penso mai, come ti ho già detto vado finché le difficoltà mi permettono di divertirmi e di provare piacere, quindi cerco sempre di lasciarmi un pò di margine.

il tuo ultimo viaggio con gli sci o senza:  con gli sci lo scorso anno sono andato sull’Etna, veramente bello, quest’anno spero di tornarci.

Cosa pensi degli sci fat, e sopratutto del rocker: Questa domanda me l’hai fatta apposta!!! Lo sai che sono un po’ contro corrente!!! Sinceramente, in Dolomiti, per come la penso io, sopra i 90 mm al centro è tutto peso inutile sia in salita che in discesa. Il rocker di ultima generazione non l’ho mai provato, però ti confesso che ho un paio di V2 Spatula in garage, li uso una volta l’anno quando và bene…. però….. che figata!!!!!

I Crepaz sono una famiglia di freesKier, quante discese ripide hai compiuto con tuo padre: Addirittura una famiglia di freeskier!!! In Dolomiti parecchie classiche, qualche hanno fa facevamo parecchie uscite insieme in compagnia, ora meno. Al di fuori delle Dolomiti abbiamo sceso insieme la est del Rosa per il Canalone Marinelli, indimenticabile, bella discesa, bella giornata, ottima compagnia!!

Di solito una o più discese entrano nella testa dapprima come idee poi come sogni quasi ossessionanti, alla fine quando le hai compiute sei felice ma rimani quasi svuotato perchè hai bisogno di un nuovo obbiettivo, raccontaci una discesa di queste: In effetti è vero, io chissà perché mi ricordo quella che ho fatto più fatica (dal punto di vista fisico). La nord del Lyskamm, nel gruppo del Monte Rosa. Era da tanto che volevo farla, non avevo mai notizie che fosse in condizione decente. Poi la telefonata di un amico che l’aveva scesa, mi sembra fosse il 19 luglio 2007, ormai per quell’anno me l’ero già messa via, un giro di telefonate e la domenica mattina eravamo li in cima, pronti. Un tour de force, partiti da casa alle 11 di mattina del sabato, dormito al Gnifetti, e tornati a casa la domenica sera. Stanchi ma felici. Ricordo l’eterna salita dalla base della parete per ritornare al Col Del Lys sotto il sole, volevo piantarmi la pikka nella gamba e farmi venir a prendere dall’elicottero!!! Il lunedì già stavo pensando alla prossima….. ancora da fare però!!!

gli amici con cui  ti piace sciare: Sono troppi!!! In linea di massima però mi piace sciare con persone autosufficienti, di quelle che non ti devi preoccupare di cosa stanno facendo!!!

ti piace andare in montagna da solo?: A volte capita, ma preferisco la compagnia. Se vado da solo come faccio a fermarmi a bere la birra/e dopo la sciata!!??

raccontaci una storia della tua vita da skier: Beh, due te le ho già raccontate, non è che ne abbia poi molte!! Ricordo una bella sciata sul Sella con tre compagni del corso maestri, le solite fatte e rifatte, Holzer, Joel ecc. erano le quattro del pomeriggio in cima alla funivia del Pordoi, al bar, una birra media davanti, “andiamo a far la Val Culea!!!”, detto e fatto…. Siamo arrivati a Corvara col buio alle sette e mezza di sera!!

se ce li hai e se vuoi mettici i tuoi sponsor: Non ho sponsorizzazioni vere e proprie, da un po’ di anni sono supportato e collaboro con Macho di Prosport a Vicenza, e con Gustavo Sangiorgi di Stoeckli. Inoltre ho avuto supporti di materiale da Scarpa e ultimamente anche da Patagonia.
Hermann

Hermann

Hermann

Hermann

Hermann

Hermann

Massimo Crepaz

martedì 27 dicembre 2011

skier checkout # 2 : Davide Capozzi

Ecco il nuovo skiercheckout che per l'occasione diventa un snowboardercheckout  su Davide Capozzi, http://www.snowhow.it/ , Davide è un vertrider d'eccezzione di quelli che non si incontrano spesso, un alpinista consistente, una persona che sta scoprendo la sua interiorità  andando oltre i limiti dell' essere uomo scolpendo discese di grande rispetto, con una grande umiltà. Ho avuto l'occasione di incontrarlo più volte al Toula, e la domanda che mi sono sempre fatto era, che discesa avrà fatto oggi. Un immagine ho impressa nella mente,Davide che attraversa il canale del cesso sul ghiaccio vivo di una mattina di aprile per portarsi sul versante dietro al Torino. Un esempio  per tutti gli skier e snowboarder che si avvicinano al ripido"







Quanti anni hai : 40 compiuti ad ottobre

Dove abiti : Morgex paesino a pochi chilometri da Courmayeur

Da quanti anni snowboardi: dal 1989 quindi 22 anni

Per quale motivo snowboardi : Ho iniziato più che altro per curiosità per provare qualcosa di diverso dagli sci e da allora non ho più smesso.

dove snowboardi: Direi Monte Bianco, la mia casa è P.ta Helbronner

I tuoi spot preferiti: Dipende, boschi del Pavillon,ghiacciai del Toula, dei Marbrees, Entrèves

La/e persona/e di riferimento nella tua vita:Le persone che mi stanno vicino nella vita di tutti i giorni, la mia famiglia.


cosa significa per te vivere la montagna d’inverno: Vuol dire potermi dedicare al 100% in quello che faccio. Se posso vado in montagna tutti i giorni, con qualsiasi tempo e con qualsiasi neve.

Sciare in montagna può essere talvolta pericoloso come vivi questa cosa:Fa parte del gioco, spesso ho paura in quello che faccio, cerco di controllarla, mi aiuta a conoscermi meglio. L’importante è che non diventi eccessiva, fino a un certo punto aiuta a concentrarsi, oltre diventa pericolosa.

Che significato dai alla parola freeride: E’ una parola che non mi piace molto, troppo commercializzata. Sciare in neve fresca, sciare nei boschi, in pendii aperti, sciare con nevi primaverili le pareti di montagne, tutto questo per me è freeride. Poter scegliere in base alle condizioni e alle motivazioni del momento.


del tuo essere snowboarder, quale di queste componenti senti predominare in te ,  freerider , alpinista ,  freestiler , steeper. Faccio snowboard su montagne che spesso devo risalire, quindi per forza un po’ alpinista lo sono.

Quanto l’essere snowboarder condiziona la tua vita e le tue scelte: Ha condizionato e condiziona la mia vita ancora adesso. La scelta di non avere un lavoro fisso tutto l’anno è una delle scelte più difficili che ho preso negli ultimi anni. Per me è importante in questo momento per quello che voglio fare.

Di solito c’è una discesa che si ricorda più di altre, rimangono dentro di noi i colori e le sensazioni, raccontacela: In tutte le discese che ho fatto ho dei ricordi. Ma nella discesa di quest’anno dalla parete nord dell’Aiguille du Plan, ho provato una sensazione in cui mi sentivo minuscolo di fronte alla grandezza e alla forza della montagna. Pensare che un’ora dopo il nostro passaggio è crollato un pezzo  di seracco che ha innescato il distacco di una enorme placca, mi ha fatto ricordare come oltre alle proprie capacità sia veramente indispensabile avere molta fortuna.

Raccontaci di quella volta che dentro di te hai pensato, ”ma perchè non sono tornato indietro”:Non ricordo una volta particolare, ma qualche volta durante le mie giornate a Helbronner dopo abbondanti nevicate mi sono ritrovato a scendere canali in cui avevo sottovalutato le condizioni di pericolosità, mettendomi così in situazioni che avrei evitato volentieri. Ma come ogni tanto accade mantenendo la calma, cercando una soluzione e con un po’ di culo sono/siamo riusciti a toglierci dai pasticci.   

Cosa significa per te tracciare delle nuove linee: E’ qualcosa di più, è bello poter scendere discese che hanno fatto la storia di questo sport, ma trovo che immaginare e poi realizzare una discesa ti fa sentire più “tua” quella discesa. E’ quello che vorrei fare nei prossimi anni. 

Quanta preparazione è necessaria per compiere una prima discesa : La preparazione per una discesa che sia una prima o una ripetizione  è sempre la stessa. Certo che per una discesa che non è mai stata fatta c’è molta più osservazione prima, e sapere che non nessuno ci è mai andato prima aggiunge un po’ di avventura.

l’affrontare una classica del ripido la consideri più una vittoria personale o più un omaggio a chi la discesa per primo: Le prime discese che feci anni fa era un po’ mettersi alla prova, vedere se si era in grado di affrontare certi pendii. Adesso è un po’ diverso,  trovo che poter scendere una qualsiasi discesa sia più un omaggio alla montagna che ha voluto concedersi e io sia riuscito ad approfittarne andando al momento giusto.

Quante prime discese assolute hai aperto : Una quindicina in tutto.  

Cosa secondo te è cambiato nello snowboard negli ultimi 10 anni: Sinceramente non so’ se sono più cambiato io o più lo snowboard. Non mi trovo molto con lo snowboard di adesso, dove mi sembra che si dia molta più importanza all’apparire più che alla sostanza. E’ evidente che i giovani siano più attirati al freestyle e a girare nei park, cose che  a me non interessano ma che rispetto. Lo snowboard  che pratico io, ovvero legato in parte anche all’alpinismo credo che negli ultimi dieci anni si sia un po’ più diffuso e sempre più persone inizino a praticarlo.       

Pensi di aver contribuito in qualche modo a questo cambiamento?:
Forse ho dato qualche idea a qualcuno che già come me praticava questa attività ma non credo di aver contribuito a qualche cambiamento.

La tua progressione di discese negli ultimi anni è a mio modo di vedere impressionante, ti sei dato un limite, un obbiettivo oltre il quale non vuoi andare: Il mio unico limite saranno le motivazioni. Quando finiranno, smetterò. 

Cosa ti passa per la testa prima di chiudere gli attacchi, sei li e sai che non si deve sbagliare, fai un bel respiro e vai: Ogni volta è sempre la solita storia…Cerco di concentrarmi, cerco di ricordarmi che se fai le cose tranquillo tutto andrà bene. Di solito sbaglio o prendo dei rischi quando mi rilasso o sottovaluto la situazione in cui mi trovo.

 Di solito una o più discese entrano nella testa dapprima come idee poi come sogni quasi ossessionanti, alla fine quando le hai compiute sei felice ma rimani quasi svuotato perchè hai bisogno di un nuovo obbiettivo, raccontaci una discesa di queste:Una di queste discese…devo ancora farla, quindi non posso raccontartela. Nel 2006 scesi il couloir Gervasutti al Mont Blanc du Tacul, una discesa simbolo nel Monte Bianco. Una delle mie prime grandi discese, che vivevo un po’ come un’ossessione, nella mia mente c’erano solo le immagini dello snowboarder francese Marco Siffredi che scendeva questo canale con una facilità imbarazzante ed io mi domandavo come avrei potuto affrontare una tale discesa. Poi una volta in fondo alla discesa mi sono liberato da un’ossessione che pareva senza fine.

Gli amici con cui  ti piace sciare: Sono gli amici di tutti i giorni: Stefano,Luca, Francesco,Jimmy e i miei amici di Chamonix Julien,Roch, Laurent. 

Ti piace andare in montagna da solo?: Non mi dispiace ma preferisco comunque essere in buona compagnia. Se poi non è possibile allora meglio soli che male accompagnati.

Raccontaci una storia della tu vita da snowboarder: Sveglia alle 7, colazione, web cam, meteo, sms a i soliti amici,ritrovo al bar della Lu alla partenza della funivia del Monte Bianco, caffè e pronti via nel posto più bello del mondo…Helbronner.

Se ce li hai e se vuoi mettici i tuoi sponsor: The North Face, Salice

domenica 4 dicembre 2011

skier checkout # 1 : Fabrizio Deville

Forse uno degli skier più  impegnati in Itala, Fabrizio prima ha contribuito alla crescita del telemark in un senso nuovo partecipando attivamente alla new school dei primi anni  2000, poi come skier ha promosso lo sci fuori pista con Skiersempire (http://www.skiersempire.com/)  credendo e contribuendo nel grande progetto Col Margherita.
Una persona che, promuove la sicurezza dello sci in montagna vedi evento INSIDE "safe & ride", promuove il freestyle con "THE DESTROY NIGHT" invitational per ski e  snow con qualificazioni per i giovani emergenti e anche impegnato in prima persona col suo negozio Ladin Sport , forse tra i primi freeride skishop del nord est, nel senso di un freeskier che lavora per freeskier e che ha il rispetto dei freeskier.
Fabrizio "Latta"  è non solo uno skier d'esperienza ma una persona dotata di una grande attitudine, un papà , una persona a cui portare rispetto.





Quanti anni hai : 36

Dove abiti : MOENA

Da quanti anni scii: 31

Per quale motivo scii : divertimento, passione

Dove scii: dolomiti superski, all'estero dove mi portano le idee

I tuoi spot preferiti: Marmolada

La/e persona/e di riferimento nella tua vita: i miei genitori.

Cosa significa per te vivere la montagna d’inverno: controllare il meteo ogni gg.

Sciare in montagna può essere talvolta pericoloso come vivi questa cosa: cerco di essere attento, di calcolare tutto, ogni movimento deve essere frutto di allenamenti e ragionamenti precisi.

Che significato dai alla parola freeride: interpretare lo spazio bianco oltre le lenti della maschera, nel senso che è quasi un videogame...

Del tuo essere skier, quale di queste componenti senti predominare in te ,  freerider , alpinista ,  freestiler , steeper:  Penso una figura nuova l'happy skier...cioè quello che va a a fare freeride sempre col sorriso.

Quanto l’essere skier condiziona la tua vita e le tue scelte: in passato molto ora meno, penso molto di più alla mia famiglia e anche a altri sport.

Di solito c’è una discesa che si ricorda più di altre, rimangono dentro di noi i colori e le sensazioni, raccontacela: un dritto in marmolada, circa 10 curve da in cima fin alla diga..impressionante, neve veloce, la mia condizione era al top...prima traccia con due skier sconosciuti che fluttuavano alla mia dx e sx.

Raccontaci di quella volta che dentro di te hai pensato, ”ma perchè non sono tornato indietro”: marmolada, anni fa quando Mirco si è aperto la testa sulle rocce davanti a me, lui non è tornato indietro (è vivo cmq ora) io si.

Cosa significa per te tracciare delle nuove linee: l'importante è fare prima traccia altrimenti mi innervosisco.

Ti sei mai cimentato su discese classiche aperte dai grandi skier degli anni 70’?: non lo so..magari si ma non ero consapevole.

Cosa secondo te è cambiato nello sci negli ultimi 10 anni: è tutto in evoluzione, però essenzialmente gli sciatori stanno diminuendo.

Pensi di aver contribuito in qualche modo a questo cambiamento?: alla diminuzione non credo, forse alcune iniziative da me proposte hanno inciso a livello locale e magari nazionale ma sono state conseguenza di cò che si stava evolvendo già da tempo all'estero.

Il tuo ultimo vaggio con gli sci o senza: Firenze, in Italia abbiamo posti bellissimi. Non c'è solo neve e montagne..Brunello di Montalcino, Fiorentina, Il Duomo, Piazza della Signoria, Gli Uffizi....wow

Gli amici con cui  ti piace sciare: siamo un clan..ogni nevicata ore 8.30 al bar da Guido alla Funivia Col margherita.

Ti piace andare in montagna da solo?: si, ma facendo cose facili..tipo la pellata pomeridiana pensando ai fattacci miei.

Raccontaci una storia della tua vita da skier:..troppe, l'aver bivaccato per una settimana a casa di Xavier de Le Rue, dormendo con le sue coppe e cagando nel suo bagno non ha prezzo.



Skier di riferimento:  mmm...Valentino Mori ahahhaha...direi  CR Johnson perchè è stato tra i primi a inserire nelle run  freeride dei trick di freestyle. E direi eventi o cmq Mood di riferiemento: le competizioni di freeski dove vengono inseriti anche kicker naturali modificati ad hoc.

Se ce li hai e se vuoi mettici i tuoi sponsor: collaboro/iamo con Volkl, Dalbello, Smith, Peak, Scarpa, Guasto, Fatcan