lunedì 5 maggio 2014

Punta Serauta

Dopo un paio di uscite dove l'obbiettivo non è arrivato e causa il mal tempo avevo veramente voglia di concretizzare una bella discesa.
Da giorni rincorrevo il meteo e sembrava che il 1 maggio ci regalasse una giornata ok.
Dopo aver visto delle foto della discesa mi era balenato in mente di ripetere questa magnifica discesa di Punta Serauta, il meteo è al limite ma sento Cristian al telefono e con un paio di telefonate decidiamo la gita.
Partiamo in gruppone, all'insegna di "Ardito Desio e la Vetta è Italia",Cristian,Ermann,Poldo,Matteo,Capa,Marco e Carlo in telemark, per una discesa che sulla carta si preannuncia non banale. In realtà si preannuncia non banale in salita.
In effetti la copertura nevosa è al limite e si deve stare attenti a non schiacciare troppo con le lamine per non accarezzare il calcare...alla fine esce una discesa molto bella,estetica, e una gran sciata, per questa Punta Serauta che così poco si concede.
Finalmente una bella gita e una bellissima discesa, in più fatta con grandi amici e finalmente una discesa vera con Poldo e Ermann. Birre.



















mercoledì 23 aprile 2014

David e i suoi posti

Oggi ancora una volta parto alle quattro del mattino perchè con David abbiamo in progetto una discesa e la giornata promette bene....
David è un amico di Certosa con cui tante volte abbiamo sciato assieme, ha solo sedici anni e delle volte mi devo ricordare questa cosa perchè per il resto esprime una umiltà e una esperienza da uomo vissuto... Insomma un piccolo uomo per cui ho grande rispetto e suo fratello Roland è uguale...due belle persone che delle volte la frequentazione montana ti concede due persone che sicuramente non "scherzano" con la neve, ma fanno sul serio.
Purtroppo Peter non può venire con noi e così partiamo... L'idea è di percorrere "il canale della Vita" che aveva sceso David a inizio stagione e continuare...corda ramponi picozze e attrezzatura varia con noi.
Con calma risaliamo il canale ma alla fine una brutta sorpresa una gonfia invisibile che ci fa sprofondare per un metro fino alla pancia....bruttissima situazione mentre il caldo aumenta...senza stare a pensare troppo e senza pensare ad alternative scendiamo contenti...
Alla prossima











martedì 22 aprile 2014

12 h

Domenica 13 aprile sveglia ore 3.00, siamo al rifugio Milano a Solda io e Matteo... ritorniamo dopo un anno a tentare la Minnigerode o diretta sud dell'Ortles...
L'anno scorso era andata male, colti da un temporale abbiamo dormito 2h all'intermedia della funivia di Solda per poi tornare con le pive nel sacco alla base...quella volta volevamo fare il tentativo in giornata, carichi dalle due precedenti discese che erano andate bene alla prima..e poi tanto per non farsi mancare nulla carichi come muli...
il mulo una anno fa
Ritorniamo al presente..
Si parte alle quattro per affrontare un gran sviluppo che ci fa attraversare un enorme ghiacciaio come in un deserto bianco, sotto l'occhio attento del Gran Zebrù, Piccolo Zebrù e Ortles, con il sorriso della Intergrat a destra.
Nel buio bianco una stella cadente... e poi alle prime luci lo stagliarsi di un'aquila....
Su e giù per questo bianco che non finisce mai mentre ti guardi in giro e i seracchi ti fanno ciao..
Ieri avevo guardato il meteo e dava vento da nord, forte. Ragionando con Matteo, si pensava di essere al sicuro essendo noi a sud protetti dai giganti e problemi non dovevano essercene in quanto neve nuova da portare in giro 0.
E inece no il vento come le donne fa quello che vuole...
Arriviamo alla crepacciata terminale mentre sulle creste si vedono pennacchi di neve alzarsi nell'azzurro come mantelli bianco trasparenti..
Cerchiamo un passaggio sicuro a tentoni fino ad arrivare su una lingua di neve profonda, con difficoltà avanziamo ma non ci convince e decidiamo di spostarci mentre in alto il vento fa l'arrabbiato..ci spostiamo di una trentina di metri attraversiamo la crepaccia e sento Matteo che impreca...alzo lo sguardo e vedo una nube bianca che scende e ci punta....veloce...e penso...niente...la guardo freddo impotente con aria quasi di sfida pensando a niente immobile...penso a spostarmi ma sò che è inutile...la scarica ci schiva di un trenta metri e passa esattamente dove eravamo cinque minuti prima...istinto e culo fanno una bella combinazione a volte....
Non diciamo nulla....avanti.. e tac mi si apre il rampone... ci guardiamo e usciamo dal sogno... ci guardiamo e valutiamo la situazione freddamente... pendio duro sopra i 50° neve nuova portata dentro che non grappa...canale...trappola per topi...via alla svelta con rammarico... e con una bella sciata arriviamo al rifugio alle 8.00..  Colazione e che si fà...andiamo a sciare...Incontriamo Max Faletti con una cliente..direzione Cevedale...due risate e via... sciamo fino  a Solda tra vento freddo e quando protetti tra il caldo del sole fino alle 3.00. Don't stop skiing...
Per la seconda volta ci respinge l'Ortles e la sua sud...magnifica montagna Himalayana... voglio accarezzarti con le mie lame bella signora quando me lo permetterai.. a presto
e arriva la bufera

mantelli trasparenti

shhhhh...ti guardano

namaste

vento e divertimento

slash

calma

e gesso

la neve che non c'era

saluti da Solda


venerdì 11 aprile 2014

Gran Zebrù discesa sud con canali est

Ieri con Ema Matteo e Dani abbiamo affrontato questa salita e  discesa di 2000 metri, di cui un 800 con le pelli e il resto con sci in spalla.
L'obiettivo poteva essere un' altro ma le previsioni meteo di ieri non sono state proprio esatte in quanto da dati meteo alto adige c'erano raffiche a 80 Km/h e un freddo polare e tanto per non farsi mancare nulla nubi e nebbia, il meteo dava buono.
Mi sarei aspettato condizioni migliori della neve anche in alto invece un po' su tutti i versanti gran duro leggermente verglassato.
Erano anni che volevo affrontare questa salita ma il dislivello mi aveva sempre bloccato, e la vista da Solda della discesa incute un certo timore, poi gli innumerevoli incidenti sui canali a est di fianco alla nord mi avevano sempre fatto pensare che sarebbe stata una salita un po' rischiosa per la mia lentezza di ascensione causata da attrezzatura pesante e dal fisico che è quello che è...
Il Gran Zebrù mi era rimasto in mente fin da bambino, quando andai per la prima volta in montagna con mio papà e andammo a fare il Cevedale. Quella volta al Casati incontrammo le cordate che andavano su questa montagna dall'aspetto Himalayano e da allora nel mia immaginario pensavo con invidia che chi saliva il Gran Zebrù fosse un vero alpinista...di quelli seri..
Così alle cinque partiamo da Solda nel buio, e avanziamo lentamente cercando di dosare fin da subito le energie.
Il problema di una lunga salita è che non devi pensare alle ore di fatica che ti aspettano, devi stare calmo e non farti prendere dall'ansia di correre...calmo.
Se cominci a pensare all'arrivo sei finito, la tua testa cede.
Almeno così è per me.
Dopo circa 800 metri di salita con le pelli ariviamo a sx della nord togliamo gli sci e si comincia a piedi prima in un canale che fiancheggia la nord a est e poi in un secondo che porta sul plateau finale...
Qui cominciano le prime raffiche di vento e un freddo cane...Il timore è che il vento ci faccia cadere e scivolare per cui procediamo con calma e attenzione...Arrivati fuori dal primo canale guardo l'altimetro e ci mancano ancora 1000 metri. Fino a quà non c'è anima viva.
La neve è dura non c'è neve fresca come in valle tutto pulito dal vento con qualche accumulo qua e là...
Dopo cinque ore e mezza arriviamo alla croce, con una cinquantina di persone che sono uscite dal famoso "collo di bottiglia" a piedi, arriviamo tra nubi e raffiche di vento fortissime..
Mettiamo gli sci e via...scappiamo ma la nebbia è fitta e fino al collo di bottiglia andiamo il più veloci possibile sciando tra accumuli e neve verglassata..
Al collo di bottiglia viriamo a est per prendere i canali e scopriamo che sono diventati tutti un accumulo con neve dura sotto.. Sono molto nervoso i ricordi dell' Holzer mi frullano in testa e sono un po' brusco con i miei compagni....
Massima attenzione perchè se parti lì ti aspettano salti di 200m
Con circospezione uno alla volta saltiamo tra una piazza di neve dura e l'altra attraversando queste bombe...e giù e giu fino alla parte finale dove ci prende un po' di sole...
Allo Skialm si mangia e si beve con Elvio un signore di Solda molto smpatico che è sceso con noi...Grande Elvio..
Una bella gita tra amici, sono felice per l'allenamento che scopro buono e per la bellezza della montagna. Una montagna aspra vera impietosa a cui si deve dare un gran rispetto e che non permette errori di valutazione.... forse oggi come pensavo da bambino umilmente  sono diventato un modestissimo alpinista grazie al Gran Zebrù e ai miei amici di gita.

Daniele avanza nelle prime luci

alba

il prima canale a est

Matteo si avvicina al primo canale


che fatica e freddo

verso la fne del primo canale

verso il plateau a sud

arriva il vento forte

Daniele non batte ciglio

un timido raggio di sole

cima del Gran Zebrù alle 10 e 30

candele

tra gli accumuli



candele 2

candele 3

Matteo e Ema tra i seracchi


ghiaccio neve rocciao Matteo e Ema


Il Zebrù