giovedì 2 marzo 2017

Triglav

"Andiamo a sciare in Slovenia!! Ma sei sicuro? Sì, c'è neve e c'è Enrico che ci porta in giro, neve ok, primo giorno, avvicinamento, si dorme in rifugio, secondo giorno, Triglav e si scende a nord fino ad un bivacco, si dorme là e poi il giorno dopo si attraversa una cima e scendiamo a Kranjska Gora...tutto facile...bom andiamo"
La cosa è andata pressoché così...un giro di messaggi piuttosto veloce su WhattsApp e il giovedì pomeriggio ci si trova al solito Zuffobeach per la partenza, Capa, Teo, Matteo, Daniele ed io.
Fornelletto c'è, mangiare c'è, imbrago picca ramponi c'è, gas c'è, corda ma si dai la portiamo tanto non serve ( e sti cazzi) bom...
Ovviamente la compagnia è delle migliori, birra tante cazzate e via da Trento verso Sella Nevea, il viaggio della speranza...tutta o quasi in statale.
Il viaggio scorre sereno fino a sopra Udine dove ci fermiamo per sosta in un posto qualsiasi, entriamo al bar, cinque scoppiati che entrano in un bar di paese...attirano l'attenzione...no way...
Ma di dove siete, da dove venite, ma come venite dal Trentino per andare a sciare a Sella Nevea, ma voi siete fuori....heee probabilmente si.
Alla lunga prendiamo i tornanti che salgono a Sella...i primi tornanti in galleria della mia vita, e finalmente a Sella un po' embriaghi.
Saliamo da Enrico e pernottiamo tre in furgone e due in casa.
Il risveglio è di buon'ora, si parte, troviamo Bruno con Layla e entriamo in Slovenia. Lungo la strada prima del Tarvisio attraversiamo una zona piuttosto triste, la definirei, abbandonata, frutto di un passato rigoglioso, case abbandonate dimesse ma nonostante affascinanti....dimesso direi, strano.
Ma appena si entra in Slovenia il clima cambia sembra di essere in Austria e Kranjska Gora che un si immagina una cosa enorme è una piccola stazioncina.
Finalmente mettiamo le pelli e si parte....quasi 1700 metri di dislivello con almeno un 12/13 km di sviluppo, non capisco mai perché sono così idiota, passerò tre giorni con i corvus 183 normali, una mazzata...
Dopo, boh, tanto comunque e tanta fatica arriviamo al Triglav Hutte, il posto è veramente bellissimo, non avrei mai pensato uno spettacolo del genere.
Esce un tipo e ci dice che il rifugio è chiuso, panico, ma che se vogliamo da mangiare e dormire ce n'è...ma va che sei ben un bel tipo cazzo a momenti mi viene un coccolone...
Praticamente d'inverno in questo rifugio ci sono due militari del servizio meteo che stanno là tutto l'inverno e se arriva qualcuno praticamente prima vedono ti farti venire un' infarto, se sopravvivi ti ospitano...primo contatto con l 'Hardcore che c' è negli Sloveni.
Entriamo ci cambiamo facciamo un check e poi si comincia, primo giro di pasta al ragù e i primi 4 litri di vino, secondo giro di pasta al ragù, salsicce, e per finire antigelo, Slivovitz.
E lì scatta torneo di morra o in trentino mora.
Comincia a nevicare, uno, si alza il vento, due, la mattina accumuli e vento, tre. Salta la cima del Triglav...
Ah mi dimenticavo, la sera in preda ai fumi dell' alcool usciamo per un zigheret e nella nevicata vediamo luci.... tre fulminati arrivano di notte in mezzo alla bufera, non deve essere stato divertente...arrivano, muti, niente sorrisi, ciao ciao...boh.. ci guardiamo e boh.
Mattina, salta il Triglav e attendiamo che i vento passi...ma non passa...colazione da Tiffany con uova e pancetta.
Alle 10 ci decidiamo partire e decidiamo per una civetta li di fronte... gli altri tre della notte rimangono al rifugio.
Scendiamo questi valloni stupendi ampi con calcare grigio e la neve che in alto era tutta accumulate sotto protetta dal vento diventa molto bella e ci facciamo una gran sciata con cambi di pendenza continui...strada forestale...bivacco.
I famosi tre li abbiamo poi visti da sotto sulla cresta del Triglav...secondo esempio di alpinismo Hardcore Sloveno, o cima o morte.
Qui siamo sotto la parete nord del Triglav una parete enorme un anfiteatro incredibile.
Nel bivacco stufa a legna, legna, coperte tutto molto bene, insomma ci si cambia prendiamo posto e cominciamo a preparare la cena e a sciogliere acqua.
Cavolo abbiamo poco vino, così decidiamo di andare a vedere se troviamo una casa con le chiavi sopra lo stipite , tra quelle passate prima.. ma vai che bisogna essere fuori, sì perché ti lasciano lì le chiavi entri in casa e il vino... coglioni che siamo, ma in qualche modo il tempo bisogna ammazzarlo.
Arrivano tre sloveni, sempre tre cavolo sono, adesso che ci penso, lì c' è un pò di parapiglia per capire chi dorme dove ma tutto apposto sloveni sul tavolo e in terra e noi nei letti...heeee siamo arrivati prima e loro avevano i sacchi...basta.
Si mangia si beve e si fanno fuori le tre boccette di tequila e via a dormire.
Sveglia presto, oggi sono 1600 metri minimo nell'incognita di non riuscire a passare di cui i primi 500 metri a piedi nel bosco...praticamente una supposta gusto tabasco.
Beh nel bosco ripido a camminare sulle foglie senza sentiero con tutto sulla schiena è stato una bella tritata, poi finalmente sci e pelli nella nebbia e avanti tutti in silenzio.
Sosta!! sosta, ma dai avremmo fatto un millino no? è dai !!! neanche 800 metri, avete presente come nei cartoni giapponesi quando al tipo gli scende la lacrima in religioso silenzio, ecco, uguale.
Avanti, porco mondo, e finalmente passiamo sopra le nuvole e si apre una cosa incredibile, un coronario di montagne , cime e valli incredibile, e non c' è nessuno, una traccia, niente....stupendo.
Dopo un pò tiriamo a destra e risaliamo un canale che ci porta in cresta...ecco la cresta porca paletta....se becco quello che ha inventato le creste lo asfalto...all' inizio tutto bene e dopo diventa cazzi...tutto marcio, ti attacchi e scorla, da una parte un morlock di 200 metri almeno dall'altra neve poca ghiaccio poco marcio tanto su pendio ripido...fai una cazzata e che si che no ti trovano.
Io alquanto teso devo dire ma anche gli altri non è che li vedevo belli brillanti, tranne Daniele e Enrico che correvano leggiadri davanti, fastidiosi cazzo roba da tirargli una picozzata nella schiena...
Sto procedendo cercando praticamente di sopravvivere quando sull'orizzonte vedo i due che scendono disarrampicando... a una cinquantina di metri di distanza...io guardo il Teo e gli dico, io col cazzo che scendo di là, devo dire che è stato un momento tra il simpatico e lo smarrimento.
Bruno chiama la corda ( la famosa corda dell'inizio racconto) e Capa cala Bruno Layla, Enrico e Daniele sono già scesi.
A quel punto si scopre che la cima a cui dovevamo arrivare non è quella che vediamo ma è oltre,  si dovrebbe fare un' altra doppia più lunga e sono le due e mezza...via si torna indietro...lì non sapevo se essere contento o se mettermi a piangere, insomma a forza di dai e dai si torna indietro.. sono bello cotto devo dire, ma più di testa, sta parte mi ha ucciso, non vedo l'ora di avere gli sci ai piedi.
Finalmente sia mo nel canale di salita e si scende fino a valle, una tra sciata devo dire con tutta la valle davanti a noi vergine, un paradiso.
Ah tornando indietro nel racconto, al punto che si sono diradate le nuvole, si vedeva il panorama ecc. ecc. tre sloveni, sempre tre cavolo,  salivano a piedi lungo le nostre tracce, a piedi no sci no ciaspole e non uno in fila all'altro ma in parallelo così facciamo fatica tutti. Questi sono fuori e con il terzo esempio di alpinismo Hardcore sloveno ho capito perché gli alpinisti sloveni sono forti.
In fondo alla valle ci aspettano 12 km di forestale per uscire e arrivare al paese, solita lacrima stile cartone giappo.
Ma per fortuna la strada è completamente ghiacciata e velocemente siamo fuori alle 6 circa dalle sei del mattino.. anche fuori di testa ormai...
Bar, birra Union per tutti, e ciao
Arriviamo a Trento alle tre di notte.
Il giorno dopo ho posto due domande all'Allegra Brigata:
1) Perché gli Sloveni raggiungono a piedi le cime d'inverno a piedi
2) L'immagine che più gli è rimasta impressa

Enrico
1) in Slovenia non usano né sci né cispe perché hanno il cazzo duro e lo sci è roba da fighette.
2)Più che una immagine una idea, l'idea  che questi tre giorni siano lo spirito dello sci freeride/montagna, una banda che scia per il piacere di sciare senza grandi obbiettivi senza il ripido del monte bianco i fighetti di cham, ma comunque facendo sci di esplorazione. L'immagine potrebbe essere il momento di incognita in cresta e la conseguente ritirata che tutti vedono come fallimento ma che è stato il miglior momento della attraversata.

Matteo
1) gli sloveni vanno a piedi perché devono guadagnarsi realmente l'obbiettivo
2) l'immagine più forte è stata l'ultimo giorno quando siamo scesi e ci siamo abbracciati tutti e ringraziati, è stato figo.

Capa
1) Gli sloveni vanno a piedi perché hanno fatto il dritto dalla sera prima e sono ancora sbronzi
2) i sorrisi neve o non neve e la nord del Triglav

Teo
1) gli sloveni vanno a piedi perché forse non sanno sciare
2) l'immagine più forte sicuramente quella in cresta ma soprattutto l'abbraccio fuori dal canale perché per me contano le persone più delle cime.

Daniele
1) perché gli sci costano troppo e preferiscono usarli per andare a bip
2) Bella la Slovenia ma soprattutto bella la compagnia tre bellissimi giorni da conservare nei nostri ricordi.

Grazie in ordine sparso
Enrico, Capa, Matteo, Teo, Daniele, Bruno, Layla































































lunedì 30 gennaio 2017

I wanna Funk With You

Nella vita c' è sempre da imparare, e anche dai ragazzi più giovani di te, molto più giovani di te.
Questo fine settimana, ci siamo fatti un bel giro a zonzo per la Val Senales in cerca di un po' di neve, e invece abbiamo trovato rocche ghiaccio e neve cartonata, ma....
C'è un ma.... era un po' di tempo che non mi divertivo così tanto, ho avuto per tutti i due giorni il sorriso stampato in faccia... sì è stata dura, faticoso, parecchie ore con gli sci ai piedi, pelli, ma con gli amici, ti diverti sempre.
Con dei ragazzi che sono dei veri alpinisti, che si muovono su roccia con una tranquillità che non mi è congeniale, sono usciti due giorni super.
David e Martin entrambi di 19 anni sono veramente un esempio per tanti ragazzi della loro età...forti nel fisico e nella testa ma soprattutto una umiltà fuori dal comune....forti
David diciamo l'ho visto crescere.. e spaccherà il culo sia come alpinista sia come uomo.. Martin sono sicuro e Davide che oggi purtroppo mancava...non saranno da meno...cavolo un bel trio di boci spaccaculo questi.
E poi si sale poco con Matteo che ne ha 28 e poi Professor Griff Teo  e il Dani... corrergli dietro è stata dura, insomma mi tocca difendermi...avere dei compagni di montagna così per me è un onore.
Per il Capa che è sempre fare ghiaccio si cantava California Uber Alles per mantenere in alto i cuori.
Insomma due bei giorni e i ragazzi mi hanno fatto divertire e cagare sotto in cresta, quelle che odio di più...
Alla fine  la cresta integrale della Finail Spitze e poi per concludere in bellezza corvus line...
Canale bello duro gessoso, i primi 15 metri da nervi freddi...qui è inutile fare il macho tentando la curva sul durone dove passi appena con gli sci... e i ragazzi hanno dimostrato pelo e grande saggezza...bravi
Si continua con una bella placca ventata..poi sotto leggermente meglio, ma in condizioni vietato sbagliare...e alla fine uscita a dir poco macchinosa.. Diciamo un bel test in attesa di condizioni migliori.
Giro lungo e in ambiente spettacolare.
























lunedì 16 gennaio 2017

Lech Zurs " The Fonghi Town "

Anno di penuria...un'altro...
la pazienza ha un limite però.
Sento Stefano, un caro amico di vecchia data che lavora a St. Anton come guida l'inverno...tienti pronto... D'un tratto mi trovo sul suo furgone con Alessandro in direzione Arlberg Pass.
Su Instagram seguo il profilo di St. Anton e vedo sempre queste foto incredibili in una polvere incredibile...sarà così? maaaaaah... è proprio così.
Partiamo da Rovereto e nevica al Brennero nevica e avanti...a St. Anton nevica di brutto e all' Alberg Pass si fa un po' fatica a capire dove è la strada, è tutto bianco..
Da lì partono due giorni incredibili, neve super leggera, gente super gentile e grande compagnia...top.
all' insegna di Leberkase, birretta, zigherett e pinot nero di Stefano.
Se volete farvi una sciata come si deve a Zurs in una stagione magra... Stefano Angelini di Mountime e Alessandro Lucchi sono la scelta giusta.








mercoledì 28 dicembre 2016

Toni

Toni,
è un mio amico, un mio grande amico, che due anni fa è andato, così... così com' era arrivato...d'improvviso.
Toni l'ho conosciuto un giorno in un parcheggio fuori dall' autostrada, perché si doveva dividere un viaggio di lavoro in Germania..
Toni è arrivato col furgone ed è sceso col suo sorriso vero, pieno di voglia di vita, quel sorriso che ha accompagnato sempre i nostri successivi incontri...perchè Toni era così un entusiasta, un cavallo pazzo, un caratteraccio, un testone, e gli voglio tanto bene.
Per due lunghi anni sono stato un po' arrabbiato con Toni perché mi ha mollato, ci ha mollato, così...
Una sorta di incazzatura, pudore, rispetto nei suoi confronti, timore di affrontare la realtà , timore della sua assenza, una difesa così difficile da spiegare che ancora oggi faccio fatica a parlarne e ad affrontare il discorso.
Ma dopo due anni lo stesso rispetto che mi ha spinto a non parlare di lui, lo stesso dolore che mi ha spinto a non scrivere di lui , lo stesso timore che ho avuto ad andare in montagna dopo la sua scomparsa, mi porta a scrivere di Toni.
Ne abbiamo passate tante con Toni in giro, ci siamo conosciuti relativamente tardi, ma la nostra amicizia è nata così forte che da subito la fiducia reciproca era così grande e così forte, eravamo più che amici e la sua forza e il suo carattere mi ha fatto scoprire cose che io povero ignorante mai avrei scoperto.
L'entusiasmo, il coraggio, la sfrontatezza, la passione, il coraggio di ammettere i propri limiti, l' umiltà e la forza di crescere dentro.
Ma Toni non ha mica solo pregi, è anche un testone maledetto un poco autoritario che se lo tocchi sui tasti sbagliati si incazza come una biscia...
Ma vero, nel bene e nel male.....
Una sera di ritorno da Monaco parlando di etica del commercio a momenti devastiamo una pizzeria tanto eravamo infervorati... Il giorno dopo ci siamo chiamati e ci siamo chiesti scusa a vicenda...ma eravamo così, il confronto tra di noi era sempre vero e mi manca così tanto perché con lui ho preso un paio di decisioni che mi hanno cambiato la vita e a volte la solitudine mi spaventa.
Talvolta quando sono in giro per lavoro, da solo in macchina gli parlo e gli chiedo consiglio, vecchio è dura senza di te...
Mi chiedo ancora che cazzo ti è venuto in mente quel giorno...ancora se ci penso ti tirerei due sberle perché sei stato proprio un coglione..e io coglione che non ero lì ad aiutarti, questa cosa non me la perdono...E io  a casa che accendo la tv e vedo il tuo faccione al telegiornale regionale alle 8 di mattina che a momenti tiro un infarto... e intanto che dico queste cose ti immagino là che ridi in cima al Cerro Torre in infradito con sotto braccio chi sappiamo noi..questa è una storia lunga troppo lunga...
Toni era un marittimo e ha un negozio di alpinismo ad Arco..... e giocavamo spesso su questa cosa...ridevamo di questa cosa...perchè i nostri discorsi sono stati sempre tra il serio e il faceto...
Il dolore della sua scomparsa, il vuoto che ha lasciato è stato così grande, incolmabile nel vero senso del termine...vuoto assoluto....un vuoto apatico...
Ma lui è nella sua famiglia, nei suoi figli che gli assomigliano così tanto, e in una moglie di una forza mai vista, una donna vera.
Devo ancora superare il dolore che mi crea rivederli....non ce la faccio...cavolo è più forte di me.....penso che da quando hai giocato lo scherzetto avrò messo piede nel tuo negozio forse tre volte e ora vado di rado ad Arco...e se ci vado mi sento a disagio...
Mi sembra strano andare in quel paese e non poterti venire a salutare, abbracciarci come facevamo di solito e tu che mi dicevi... Zigheret ?  e ci fumavamo una cicchetta fuori all'aria in via Segantini sulla panchina a ridere e a scherzare...
Conservo dei bei ricordi e non voglio dimenticarti....e devo smetterla di scappare da te... Ciao Toni sei sempre tra noi...vorrei che ci fossi di più perché mi manchi ma lo so che sei tanto impegnato con la tua famiglia con Carla e i tuoi bambini...lo so che gli stai vicino, ma un giorno vieni a trovarmi se hai tempo, mi manchi...
Intanto ti vedo sempre sul Cerro in infradito che ridi....