martedì 7 aprile 2015

"Cima Val di Roda" Pale di san martino


Lunedì di pasquetta...
un po' cotti da ieri e dalla ravanata sulle Vette Poldo lancia l'idea delle Pale con la Cima Val di Roda... con calma la mattina partiamo verso la "rosetta", prendiamo la funivia un po' cotti e a suon di -15 attraversiamo con calma l'altipiano e via verso il rifugio Pradidali.. da lì si risale al passo di Ball con una neve dura ma discreta... al passo vediamo la cima e il canale che ce la fa raggiungere...attraversiamo placche ventate e poi su una gonfia enorme dura come il marmo... a sinistra sotto la parete troviamo un passaggio che finisce tra ghiaccio e rocce .. abbastanza per passare con gli sci ma la cosa mi preoccupa perchè qui è meglio non sbagliare... la neve è dura dura fino alla cima... contenti siamo su e il panorama è spettacolare... Partiamo e è un bel durone verglassato fino all'attacco del canale dove arrivo titubante... ma Poldo è più deciso e inanella tre o quattro curve sull'attacco del canale.. sicuro.. fino al passaggio di ghiaccio dove vedo passa tranquillo e sono sollevato... sotto scio l'accumulone duro come il marmo abbastanza ripido con gran soddisfazione e scendiamo felici per la val di Roda fino alla doppia e via fino allo Scoiattolo dove ci aspetta una sana Radlerazza...
Finalmente con poldo al grido di "Cumbre o muerte"... portiamo a casa una bellissima discesa.. Grazie Poldo.






























Vette Feltrine " L'incompiuta"

A una settimana di distanza ritorniamo sul luogo del delitto, Hermann, Lorenz, Poldo ed io per l'ennesima ravanata "mostra".
Siamo sulle Vette Feltrine per tentare questa discesa e pieni di positività partiamo, tra nebbie e nuvole che oscurano il cielo. Le previsioni meteo danno miglioramento e l'intenzione è quella di portare a casa  la discesa.
Le temperature sono basse e procediamo con le pelli nel bosco fino a calzare i ramponi...e lì comincia l' avventura.
Arriviamo abbastanza comodamente nel punto dove ci eravamo piantati la settimana scorsa, ci sono ancora le vecchie tracce e il freddo è pungente... di lì in poi cominciamo a salire faticosamente su una neve inconsistente.
Lorenz davanti a dettare il ritmo con una picca sola si  muove agile su neve roccia e toppe d'erba ghiacciate. Io con una picca sola, non ho sicuramente la stessa maestria, guardo in basso e mi fa ciao un bel salto di 25/30 metri... e penso ma Vaffffffancuuulo!!! Lorenz tacheme alla corda per piacere... Lorenz sale tranquillo e anche Hermann e Poldo con la coppia di picche e io maledicendomi per l'imprudenza mi accodo sereno... siamo 50 metri sotto l'uscita e il traverso presenta un manto di qualche centimetro di neve...praticamente un sucidio... difficile anche da superare con picche e ramponi e comunque da proteggere.. c'è un canale diritto davanti a noi e Lorenz parte fino a mettere la testa fuori dalla cornice..lui esce... noi sotto stiamo tremando dal freddo e siamo frustati anche da un vento che si è alzato... Lorenz urla che da lì indietro disarrampicando non torna.. e noi gli rispondiamo che se lui non torna indierto figurati se noi saliamo!!!!Confesso a Hermann, se qualcuno ci vede qui incrodati ci manda un uccello di ferro!!! per cui ci sleghiamo dal cordone ombelicale e ci assicuriamo sulle picche.. Lorenz tira una doppia assicurato su picca col metodo "o stà o muori" recupera la picca e ci raggiunge e da li anche noi in doppia raggiungiamo un posto comodo per mettere gli sci...La neve è un disastro.. crosta e sotto farina insconsistente... già tirare una curva saltata su questo manto è un bel rischio... via veloci un po' delusi ma contenti perchè abbiamo provato con tutti i mezzi necessari mantenendo sempre tutta la sicurezza possibile... Rimane un bellissimo progetto da tentare con altre condizioni di innevamento...aspettiamo.
Grazie a Poldo Lorenz e Hermann




















martedì 17 marzo 2015

Dove l'effimero scompare 15/03/15

Venerdì proviamo i Burelloni con Matteo e va buca, le condizioni sono un disastro.
Sabato 14 mi sento con Matthieu e Claudio, i miei primi compagni di ripido, e decidiamo nonostante il tempo non sia ottimo di spingerci sulle " Piccole", così chiamiamo le Piccole Dolomiti.
Un ambiente molto selvaggio che regala solitudine e il sapore dell'alpinismo...
La giornata prevede il Vajo dei Colori....in condizioni piuttosto "dure" vuoi per la mancanza di neve che lo rende un po' più ripido del solito, sia per la neve piuttosto dura...
Ha un sapore particolare questa discesa che è stata tra le mie prime discese ripide, sia perchè ci sono tornato con Matthieu e Claudio con cui per tanti anni abbiamo girato per discese e mi mancava tanto la loro compagnia sia perchè ho ritrovato i ricordi di quando ero bambino quando pensavo che questo vajo fosse  per i soli alpnisti, in realtà lo è anche per noi...
Mi ricordo che un giorno, avrò avuto un sei o sette anni ed era primavera, ed ero con i miei genitori ad Ometto, un paesino sotto le "piccole" in Vallarsa, dove i miei hanno una casa, mia mamma mi disse che era caduto uno sciatore sul "Vajo dei colori" ed era morto , ed aggiunse, questi sono matti... il ricordo mi è riaffiorato l'altro giorno quando ho messo gli sci e in maniera un po' assurda mi ha fatto sorridere. Strano no?
E poi lungo la discesa ero felice perchè ho ritrovato me stesso e i miei amici, qui non conta chi sei, le foto, conti tu e i tuoi amici....qui vale solo la linea immaginaria che ti unisce ai tuoi amici che sono con te e tu con loro e.... l'effimero scompare


Matthieu

Con i miei amici Claudio e Matthieu


The white weekend

Finalmente un po' di bel tempo e poco vento ci regalano un bel fine settimana sul Pordoi con delle discese classiche in ottima compagnia, un'occasione per incontrarsi e divertisrsi assieme senza stress.
Un'occasione particolare per conoscere persone che vedi anche solo su fb e piacevolmente scopri che dal vivo sono anche meglio.... 


lunedì 16 febbraio 2015

Kurzen Korl

Finalmente,
dopo tanta astinenza, aspettare, aspettare, il momento giusto, la sensazione giusta, con David nella prima discesa per questa stagione di Kurzen Korl alias "Invaders must die"...
Lunga , infinita , con le antenne a mille su un duro rassicurante.... un buon allenamento per la montagna  e cibo per l'anima...
Dopo la cresta subito un po' di problemi, il traverso è molto duro e Roland con la tavola fa fatica e saggiamente si ritira, continuiamo con David, prestando molta attenzione a eventuali accumuli, ma il caldo della settimana ha fatto il suo lavoro consolidando a sud e  a nord... comincia questo lungo viaggio di 1200 metri con esposizioni diverse per finire con un canale di 1000 metri... la visibilità non è ottima ma la strada la conosciamo...
Una liberazione




mercoledì 4 febbraio 2015

enjoy the silence

E' da un po' che non scrivo,
un po' perchè non c'era niente da dire, niente di interessante.... un po' perchè la scomparsa di un caro amico mi ha, come dire, spento... mi ha un po' scombussolato interiormente facendomi piombare in un vortice di emozioni altalenanti che non saprei bene come definire...caldo e freddo assieme...
Un po' perchè da un mese andare in montagna significa mettere in gioco ben di più che la propria determinazione e le proprie capacità... significa rischiare forte....
Tutto questo mi ha portato ad una specie di apatia... insomma un po' in crisi di astinenza...ma placare questa crisi oggi risulta molto pericoloso...
Dall'inizio dell'anno se n'è andata molta gente, molti sciatori forti, in una sequela piuttosto impressionante, uomini di montagna che avevano fatto della loro passione anche un lavoro, chiamati dal destino, chiamati dalla loro passione a essere sempre là sul pezzo e questo è risultato fatale.
Bisogna fare...vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo...la voglia, il desiderio di essere là...questo un aspetto che tradisce anche me, non mi ritengo così estraneo a questa cosa...ma il rischio mi stò rendendo conto è molto alto...
A dicembre per due volte con gli amici abbiamo rischiato in situazioni dove si sapeva c'era il rischio ma il senso di sicurezza nelle proprie capacità ti porta ad andare oltre il senso logico delle cose... Vale la pena? che domanda stupida...egoisticamente si...siamo tutti egoisti...io nel mio modo di andare in montagna sono egoista all'ennesima potenza, voglio appagare il mio desiderio di libertà fisico e spirituale... Vale la pena? per placare il proprio desiderio edonistico vale la pena ?
Oggi è così..siamo diventati tutti dei "comunicatori" foto, blog, alzare sempre l'asticella, competizione, essere sempre sul pezzo... qui si delinea una sottile linea di demarcazione tra il fare le cose per se stessi e farle perchè devi esserci......Un inverno un po' così che ti fa pensare....
Ritornare con i piedi per terra....l' errore più grande che posso commettere è sopravalutare le mie capacità, un paio di foto e altre sciocchezze non mi rendono nè invincibile nè migliore di altri... sono uno sciatore appassionato, così rimango e così desidero rimanere, un mediocre sciatore che spara qualche cartuccia dove molti altri hanno già sparato..per il gusto di mettere alla prova se stessi e non di mettere in mostra se stessi...questo è il mio desiderio, il mio obiettivo.... per il resto qualche foto e qualche bella avventura...







domenica 14 dicembre 2014

the first time together

Da tempo si voleva fare qualche cosa con Gazza ma tra na cosa e l'altra non eravamo mai riusciti a combinare per muoverci assieme in montagna...direi ottima la prima.
Venerdì sento David che mi manda un sms con scritto: Pala Bianca?
Strano che le avventure partono sempre in maniera così semplice come una miccia che si accende di colpo senza averlo preventivato, ma che era lì pronta per essere accesa.
Così senza tanti discorsi ci troviamo a Certosa e poi via a maso Corto.
In un attimo siamo con le pelli ai piedi sferzati dal vento e da un freddo pungente ma nessuno dice niente... la cosa che mi preoccupa sono i lastroni nel giro di una settimana abbiamo staccato due slavine, due bei lastroni, le condizioni fino a mercoledì non erano delle migliori, diciamo a rischio ma in alta montagna va così perchè anche se il bollettino valanghe da due non devi farci caso, sai che comunque troverai pane per i tuoi denti.. un rischio che si deve accettare.
Durante la salita avete presente il film di Benigni quando inizia "Psss Psss Signorina!!!" e poi "Guardami Guardami Guardami " ecco....all'inizio della parete est  della Pala Bianca ci comincia a chiamare questo canale in maniera insistente.
Arriviamo in cima belli stanchi per via del vento e del freddo chi più chi meno stà facendo i conti con dei geloni.. e lì si comincia a lavorare con la picca la gonfia per creare un passaggio...sotto un bel muro di un 4 o 5 metri e poi un bel pendio dove non è il caso che cadi...insomma scendo aiutato dal vento e da una posizione non proprio confortevole... ci ritroviamo tutti e tre dentro colui che ci chiamava con tanta insistenza...una vera avventura fatta di sensi a 1000...terreno sconosciuto e severo...il viaggiare libero per questa discesa con Gazza e David, bella e sconosciuta....the first time together
Ci siamo permessi di "chiamarla" e non abbiamo la presunzione di averla sciata per primi, sicuramente a qualcun'altro sarà venuta l'idea, se questo a qualcuno gli piace il nome..ci farebbe piacere chiamarla così..